ES.terni
festival della creazione contemporanea 2007
promuove

Per contatti ed informazioni sulla seconda edizione
del festival: info@exsiriterni.it

DIMORA FRAGILE
bando di produzione per artisti emergenti
nei siti dei promotori l'elenco dei progetti pervenuti (pubbl.29 marzo2007)

Guarda lo spot della prima edizione

ES.terni prende forma dalla fusione di Ex Siri con Terni, per evidenziare la possibilità per la città di diventare crocevia della riflessione e delle esperenze creative sulla contemporaneità: fondere la città dell’acciaio con l’Es, l’esistere, l’urgenza ed il bisogno di creare.
ES.terni porta in sé l’idea dell’apertura, del confronto, di uno sguardo attento alla scena internazionale, all’interno di un pensiero che fa del locale una parte imprescindibile del globale.

Lo sviluppo culturale di un territorio è precondizione necessaria
all’insorgenza di un processo di sviluppo locale: le vere economie non possono crearsi, se in primo luogo non esiste, nel sistema locale, una capacità diffusa di attribuire senso e valore alle esperienze culturali. Perché il ruolo strategico dell’arte e della cultura è quello di generare creatività, mobilità, immaginazione e intuizione come nodo cruciale per lo sviluppo di opportunità economiche e sociali.

ES.terni esiste grazie al lavoro volontario di molti soggetti attivi sul territorio e all’ampia rete costruita, i cui nodi sono rappresentati da associazioni, enti pubblici e soggetti privati.

Il festival accoglie 23 diverse formazioni artistiche (nazionali ed internazionali, emergenti e consolidate) che si susseguiranno per 10giorni tra spettacoli, performances, installazioni ed incontri, abitando e reinterpretando i luoghi della città - dal polo culturale della ex Siri, al Centro MultiMediale, dal cortile di Palazzo Spada, allo stadio, fino a popolare palazzi storici, aree rurali e piazze - proponendo una dinamica invasione creativa della città ed un percorso di fruizione culturale non canonico.

Centrale, per il festival, è il superamento della distinzione di genere e la consapevolezza che esistono manifestazioni, rappresentazioni, presenze che faticano a risiedere nella definizione di teatro, ma nondimeno lo riguardano nel loro essere esposte allo sguardo di un pubblico. In questo senso, dunque, l’orizzonte del “teatro” coprirà discipline molto diverse tra loro in un viaggio dal sapore pionieristico per un pubblico
disposto a rischiare le proprie certezze e viaggiare in territori nuovi.
Con la libertà di essere sempre verdi, incompleti e sperimentali.

Leonardo, Linda, Lucio e Massimo

 
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